Le grandinate di qui durano cinque minuti e si vedono per anni. Basta una cella temporalesca sopra l’hinterland di Milano e il giorno dopo il piazzale è pieno di auto con il cofano che sembra una pallina da golf. Chi arriva ha quasi sempre le stesse tre domande: si può togliere, quanto costa, quanto tempo ci vuole. Qui sotto trovi le risposte nell’ordine in cui servono.
Quanto forte deve grandinare per lasciare il segno
Non serve la grandinata da telegiornale. I chicchi cominciano a segnare la lamiera intorno ai due centimetri di diametro, e già a quella misura il vento fa la differenza: se cadono di traverso colpiscono anche fiancate e portiere, se cadono dritti prendono soprattutto cofano, tetto e portellone.
Un’altra cosa che sorprende: il danno spesso non si vede subito. In pieno sole i bolli spariscono, sotto un cielo coperto ancora di più. Si contano di sbieco, sotto una lampada a righe — è il riflesso della riga dritta che si deforma a rivelarli, non l’occhio. Per questo capita che un cliente arrivi convinto di avere quattro ammaccature e ne abbia settanta.
Le prime ore contano più di quanto sembri
Tre cose da fare finché il ricordo è fresco.
Fotografa l’auto com’è, appena smette: da lontano, di sbieco, e con qualcosa di dritto che si rifletta sulla lamiera — lo stipite di un garage, un palo. Serviranno per l’assicurazione e servono a noi per capire la portata prima ancora di vederla.
Controlla i vetri. Se lunotto o parabrezza sono crepati l’auto non è in condizione di girare, e in quel caso conviene farla portare: il servizio di carro attrezzi è attivo anche di notte e nel fine settimana, che è poi quando grandina.
Apri il sinistro. Sulla grandine i tempi delle compagnie sono stretti e vale la pena non lasciar passare i giorni.
Come si tolgono i bolli senza toccare la vernice
Se la vernice non è saltata — e nella grandine il più delle volte non salta — il pannello non si stucca e non si rivernicia. Si lavora da sotto: si smontano cieli, pannelli porta e guarnizioni per arrivare al rovescio della lamiera, poi con leve di forme diverse si spinge ogni bollo indietro un po’ per volta, controllando il riflesso della lampada finché la riga torna dritta.
È un lavoro lento e per singola ammaccatura. Il vantaggio è che l’auto resta con la vernice originale di fabbrica, che è la cosa che pesa di più il giorno in cui la rivendi: una carrozzeria mai riverniciata vale più di una rifatta a regola d’arte, ed è la prima cosa che guarda chi compra usato. Come funziona da noi è spiegato nella pagina del servizio levabolli per danni da grandine.
Due limiti onesti. Sui bordi dei pannelli e sui montanti spesso non si arriva da dietro, e lì la leva non lavora. E l’alluminio, che ormai molte case usano per cofani e portelloni, non ha la memoria di forma dell’acciaio: torna meno volentieri, richiede più passaggi e a volte non torna del tutto.
Quando invece bisogna riverniciare
Quando il chicco ha rotto il film di vernice, quando il bollo ha lo spigolo vivo, quando il pannello è di alluminio e ha ceduto in modo netto. In quei casi si passa alla lavorazione tradizionale e poi al forno — sempre partendo dal codice colore della tua auto, perché su una vettura di dieci anni il colore invecchiato non è più quello del listino e va ricostruito guardando il pannello vicino. È il mestiere raccontato nella pagina della verniciatura a forno.
Su un’auto grandinata capita spesso di fare le due cose insieme: leve dove si può, vernice dove serve.
Il ghiaccio, il phon e i kit da poche decine di euro
Circolano da anni, e li chiedono in tanti. Il metodo del ghiaccio parte da un’idea sbagliata: che il metallo raffreddandosi si ritiri e torni a posto. La lamiera di un’auto è troppo sottile e troppo vincolata dalle nervature per fare una cosa del genere; al massimo si irrigidisce la vernice, che a quel punto rischia di crepare.
Il phon o l’acqua bollente sono peggio, perché la temperatura sui pannelli verniciati va tenuta bassa e controllata.
I kit con la ventosa e la colla a caldo qualcosa fanno, ma su ammaccature grandi e isolate — quella del carrello della spesa. Sui bolli piccoli e ravvicinati della grandine tirano la lamiera oltre il punto giusto, e un bollo tirato troppo diventa una bozza convessa: si può recuperare, ma è un lavoro in più che si paga.
Perché due auto grandinate lo stesso giorno costano diverso
Non pubblichiamo listini, e c’è un motivo pratico: nella grandine il preventivo non dipende dall’auto, dipende dai bolli. Contano quanti sono, quanto sono profondi, e soprattutto dove stanno. Settanta bolli piccoli su cofano e tetto sono un lavoro; venti bolli sui montanti e sui bordi delle portiere, dove da dietro non si arriva, sono un lavoro più lungo. Poi pesa il materiale — acciaio o alluminio — e pesa se la vernice ha tenuto o no.
Per questo la stima seria si fa sull’auto, con la lampada, contando. Al telefono si può dire un ordine di grandezza; dopo dieci minuti in officina si può dire una cifra.
L’assicurazione paga?
Dipende da una polizza sola. La responsabilità civile non c’entra: i danni da grandine alla tua auto rientrano nella garanzia eventi atmosferici, che è facoltativa e si aggiunge a parte. Se ce l’hai, di norma c’è una franchigia o uno scoperto, e conviene leggere quanto vale prima di aprire tutto.
C’è poi la domanda che ci fanno più spesso: l’assicurazione può pagare direttamente il carrozziere? Sì, quando l’officina è convenzionata con la compagnia — è il meccanismo per cui lasci l’auto, ritiri quella di cortesia e non anticipi niente. Noi siamo convenzionati con una ventina di compagnie, quindi nella maggior parte dei casi la pratica si chiude così. Vale la pena chiarire un punto che genera confusione: l’officina la scegli tu, non la compagnia. La convenzione è una comodità , non un obbligo. Come gestiamo pratica, perizia e rapporti con le compagnie è nella pagina della gestione sinistri e convenzioni.
Quanto ti resta ferma l’auto
Onestamente: dipende da quanti bolli ci sono, e dopo una grandinata forte dipende anche da quante auto sono arrivate prima della tua. Un tetto e un cofano sono una cosa; un’auto presa su tutti i pannelli è un’altra. Il numero te lo diciamo quando l’abbiamo vista e contata, non prima.
Quello che possiamo dire prima è che non resti a piedi: l’auto di cortesia copre i giorni di lavorazione, e nelle settimane dopo un temporale grosso è la prima cosa da prenotare, perché finisce.
Cosa mandarci per farsi un’idea
Le foto di cui sopra, il modello e l’anno, e se hai la garanzia eventi atmosferici. Mandacele su WhatsApp: con quelle tre cose ti diciamo se è un lavoro da leve o se serve anche vernice, e ti rispondiamo con una prima stima nel giro di un’ora. Poi si fissa un momento per contare i bolli sull’auto vera, che è l’unico modo per dare una cifra.
Viale Spagna 12, Cologno Monzese, a cinquecento metri dall’uscita Cologno Sud della Tangenziale Est. Da Sesto San Giovanni, Brugherio, Vimodrone, Cernusco sul Naviglio e Monza sono pochi minuti.
Recapiti e orari sono nella pagina contatti.
Una raccomandazione che vale più di tutto il resto: non aspettare l’inverno. Le grandinate arrivano a luglio e agosto, la gente si presenta a ottobre, e nel frattempo su una lamiera segnata l’umidità lavora nei punti dove la vernice si è stirata.

